il progetto

Il progetto “Pietre d’Inciampo” (dalla parola tedesca “Stolpersteine”) è una iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig in memoria di cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti.

L’iniziativa è nata nel 1995 a Colonia quando Gunter Demnig ebbe l’idea di installare nel selciato stradale una piccola targa d’ottone, della dimensione di 10×10 cm, davanti alle abitazioni in cui avevano abitato le vittime della violenza nazista.

Dalla Germania l’iniziativa si è rapidamente diffusa in diversi paesi europei e in numerose città italiane (tra cui Bolzano, Brescia, Genova, L’Aquila, Livorno, Merano, Milano, Novara, Padova, Prato, Ravenna, Reggio Emilia, Roma, Siena, Torino): ad oggi sono circa centomila le Pietre posate in 31 paesi europei.

Anche se la maggior parte delle Pietre d’Inciampo ricordano vittime ebree della Shoah, alcune sono in memoria di persone, gruppi etnici e religiosi ritenuti indesiderabili dalla dottrina nazista: oppositori politici, Rom, Sinti, testimoni di Geova, omosessuali, pentecostali, malati di mente, portatori di handicap, internati militari (nel caso italiano).

Ogni Pietra rappresenta un eccezionale marcatore del territorio con una doppia valenza di conservazione e restituzione alla collettività della memoria storica. 

A Venezia l’iniziativa è stata promossa dal Comune di Venezia, Comunità Ebraica di Venezia, Centro Tedesco di Studi Veneziani, Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea (Iveser) – con il patrocinio del Consiglio d’Europa – Ufficio di Venezia – ed è iniziata il 12 gennaio 2014, in occasione del “Giorno della Memoria”, con la posa delle prime dodici Pietre nel sestiere di Cannaregio, ed è proseguita regolarmente fino ad oggi.

Il progetto è aperto all’adesione di tutti coloro – enti, associazioni, singoli cittadini – che desiderino farne parte per promuovere e diffondere l’iniziativa; è anche possibile dedicare e/o “adottare” una Pietra.

INCIAMPARE NELLE PIETRE

Più che un inciampo “fisico” l’apposizione delle Pietre si propone di stimolare un inciampo psicologico, visivo e mentale, che possa creare un momento di riflessione per il passante: uno spazio condiviso di ricordo, punto di sosta per riacquisire un respiro umano e per ritrovare un impegno, personale e comune, per il futuro di tutti.

Ogni targa riporta la dicitura “Qui abitava…”: il nome della vittima, la data di nascita, la data dell’arresto, il luogo della deportazione e la data della morte o della scomparsa (se conosciuta).

LA MAPPA DELLE POSE

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